Le Perle

Una digressione sulla storia delle perle e sulle loro caratteristiche

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Le perle e la loro storia hanno attraversato i secoli e tutto il mondo, dalla Cina all’India, dall’Egitto all’antica Roma. Simbolo dello stato sociale, ma anche di preziosità e purezza; nell’antica Cina venivano enumerate tra le otto delizie del mondo.

Leggenda della nascita delle perle: nata in Estremo Oriente e ripresa da Plinio nella “Storia Naturale”, narra: “..stimolata dalla dolcezza della nuova stagione, la conchiglia perlifera apre appena le sue valve e i raggi di luna la fecondano dando origine alla perla..”

Nel Nuovo Testamento, Gesù paragona il Regno dei Cieli ad una “Perla splendida”, mentre nel Corano chi entrerà nel giardino del regno dei cieli sarà adornato da bracciali di perle.

Tante altre sono le storie legate alle perle, come quella di Cleopatra, che durante un banchetto in onore di Marco Antonio, sciolse le perle dei suoi orecchini nell’aceto e lo bevve.

In Grecia le perle erano considerate sacre da Afrodite che le riteneva simbolo di amore.

Anche gli uomini appaiano nella leggenda, come: Caligola che ricopriva di perle il suo cavallo; Il Gran Knan, che in speciali occasioni presso la sua corte faceva ricoprire il suolo di perle; Alessandro Magno che le indossava.

In Cina veniva inserita una perla in bocca al defunto come obolo al traghettatore che portava l’anima nel regno dei morti. Mentre in India la perla fu adottata come ornamento per i morti come garanzia di rinascita.

Le perle sono sempre state utilizzate soprattutto da reali ed aristocratici: il Maharaja di Baroda in India, tra i suoi tesori ha un tappeto di due metri per tre; La Regina Elisabetta I d’Inghilterra, non se ne separò nemmeno sul letto di morte; Margherita di Savoia era detta la Regina delle perle

Ma perchè si dice che le perle portano lacrime? Forse perché l’ideogramma che indica le lacrime è lo stesso delle perle? Oppure perchè secondo la leggenda Indu’ la perla sarebbe nata dalle lacrime della luna? Ci sono varie credenze popolari e se proprio non riuscite a non pensarci potete dare, a chi ve le ha donate, una simbolica monetina in cambio.

Composizione chimica della perla

Le Perle sono composte da carbonato di calcio sotto forma di aragonite, sostanza organica e acqua.

Si possono paragonare a piccole cisti che si formano attorno a corpuscoli estranei che si sono introdotti, tra le valve del mollusco perlifero. Questi corpuscoli disturbano l’ostrica, che irritata circonda il piccolo corpo estraneo con la sostanza perlifera.

Colori e aspetti caratteristici delle perle

Possono assumere tutte le sfumature dal bianco, al grigio, al nero, rosa dorato ed in qualche caso violaceo o verde pallido.

Il colore della perla naturale dipende dalla specie del mollusco che la produce, dal tipo di acqua e dalla tinta della conchiolina che ne forma gli involucri esterni.

Hanno quasi sempre forma di sferette con dimensioni che variano da meno di qualche millimetro ai 20 mm delle perle australiane, sino alla grandezza di un uovo di piccione.

Possono assumere varie altre forme, da quella a pera quasi regolare, oppure avere delle protuberanze anche accentuate; questo tipo di perla prendono il nome di Barocche o Scaramazze.

Perle naturali e perle coltivate

Delle perle che si trovano oggi sul mercato, forse meno dell’ 1% sono naturali, per il resto sono coltivate e nemmeno un esperto riesce a distinguerle ad occhio nudo. Sono considerate al pari di quelle naturali in quanto il processo è identico, tranne che per l’innesto che viene fatto chirurgicamente.

Qual’è la differenza tra perla naturale e perla coltivata: la perla naturale si forma con una struttura concentrica, mentre una perla coltivata mostra il nucleo ed al di sopra di esso gli strati di perlagione.

Nascita delle perle coltivate

Viene fatta risalire tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, ed attribuita all’imprenditore giapponese Mikimoto, ma la scoperta del processo di produzione pare ben più antica, sembra infatti che i Cinesi già mille anni prima della nascita di Cristo, introducessero delle piccole figure del Buddha che il mollusco ricopriva con la perlagione, e che nel 1700, il naturalista Linneo avesse inventato un proprio metodo per la coltivazione delle perle nei molluschi di acqua dolce.

Con l’industrializzazione delle perle i coltivatori hanno potuto produrre perle luminose e perfette, in quantità e a prezzi tali da poter raggiungere un pubblico molto più ampio … essere accessibili ai molti e non solo ai pochi.

Le moderne tecniche e le nuove conoscenze hanno ulteriormente contribuito a migliorare il  prodotto e portare sul mercato perle anche di grandi dimensioni, perfettamente rotonde e luminose dalle svariate colorazioni.

Le quattro Esse delle perle

Anche per le perle ci sono dei parametri di valutazione:

Dimensione (Size) più è grande più è preziosa,

Forma (Shape) le perle perfettamente sferiche sono le più belle,

Colore (Shade) che deve essere tra il bianco rosato, il bianco e l’argenteo,

Pelle (Shin) la sua superficie deve essere liscia come seta, senza protuberanze e irregolarità.

Le principali varietà di perle

Le principali varietà di perle, che vengono differenziate in funzione del luogo estrattivo, sono: Perle di Acqua Dolce, Perle Akoya, Perle del Mare del Sud e Perle Tahitiane.

Perle di Acqua Dolce

Sono per la maggior parte prodotte dall’Ostrica “Hyriopsis Cumingii” in diverse forme: semirotonda, tonda (la più rara e preziosa), ovale, a bottone e varie tipologie di barocche.

Le dimensioni spaziano dai pochi millimetri sino a qualche centimetro per le barocche. L’area di produzione è prevalentemente la Cina.

Colori: tutte le sfumature del bianco, pesca e lavanda dal chiaro allo scuro, bronzo, grigio, rosato. Le perle di acqua dolce hanno un oriente molto caldo che dona loro un fascino particolare.

La loro peculiarità in passato ,era proprio quella di non essere tonde, ma oggi, grazie al miglioramento delle tecniche vengono prodotte perle con un’ottima sfericità che facilmente si confondono con quelle di acqua salata.

Hanno il vantaggio di essere meno costose e grazie al fatto di non avere il nucleo (ed essere interamente di madreperla), sono longeve e resistenti.

Perle Akoya

Prodotte dall’ostrica Pinctada Fucata Martensii, sono coltivate in acqua salata. Le aree di produzione principali sono: Cina, Giappone, Vietnam.

Hanno dimensioni che variano dai due ai dieci millimetri, ma quelle oltre i sette millimetri sono molto rare.

Hanno forme prevalentemente rotonde o semirotonde, in percentuale minore Barocche o semi barocche. Sono estremamente luminose, colore bianco, crema, con riflessi rosa o argento.

Si collocano in una fascia di prezzo intermedia, che varia in funzione dei parametri citati in precedenza; maggiore è la sfericità, la luminosità e la setosità della pelle, maggiore è il costo.

Perle Australiane o perle dei Mari del Sud

Prodotte dall’ostrica Pinctada Maxima sono famose per le grandi dimensioni ed il loro colore bianco, argentato e dorato. Il loro eccellente lustro luminoso e satinato, deve la sue caratteristiche alla rapidità della secrezione della madreperla dovuta alle calde acque dei mari dove vengono coltivate.

Le aree di produzione sono l’Australia, le Filippine, l’Indonesia e la Birmania.

Dimensioni: dai 9 fino ai 20 millimetri.

Forma: dalla rotonda alla barocca, passando da quella a bottone, e pera.

La loro fascia di prezzo è alta e varia ulteriormente in funzione della loro qualità.

Perle Tahitiane

Sono prodotte dall’ostrica dalle labbra nere Pinctada Margaritifera.

Sono le ultime ad essere arrivate sul mercato ma hanno raggiunto una grande fama grazie al fascino noir dei loro colori ed alle grandi dimensioni.

Colorazioni: nero, grigio, con riflessi verde pavone, verde, blu, melanzana, rosso; raro il bianco e l’argentato.

Area di Produzione: Polinesia francese

Dimensioni: mediamente dagli 8 ai 14 cm

Forma: dalla rotonda perfettamente sferica , alla barocca, semi barocca, pera, bottone, ovale.

Si collocano nella fascia di prezzo intermedia: tra le perle Akoya e le Australiane, ma il fascino del loro colore rende possibile realizzare dei gioielli bellissimi ed esclusivi anche con perle barocche non di prima categoria ad un prezzo molto interessante.

Cura delle perle

Si dice che che la loro durata media sia di 150 anni, ma esistono perle ultra centenarie ancora in buone condizioni.

Le perle sono fragili e si possono scalfire a contatto con altri oggetti, quindi come prima precauzione è corretto conservare i gioielli con le perle nella propria custodia.

Sono gemme molto sensibili agli acidi, aceto, limone, al sudore, ai profumi alle lacche, ai cosmetici e agli spray; tutti elementi che possono contribuire a ridurre o addirittura farne sparire la lucentezza.

Dopo l’utilizzo di profumi o creme è bene indossarle dopo aver dato alla pelle il tempo di assorbire le sostanze, ed una volta tolte, prima di riporle, passarle con un panno morbido per togliere eventuali depositi.

Possono essere di tanto in tanto lavate con acqua e sapone neutro, posate ad asciugare piatte (non appese) in modo da non danneggiare l’infilatura. E’ consigliabile infilare le perle periodicamente, in modo da evitare che le sostanze che si depositano tra i nodi, come le creme, oppure l’untuosità della pelle non si insinuino tra gli strati di perlagione provocando la sfaldatura.

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